Crossing srl

Dal laboratorio all'industria

Società per la messa a punto di composti organici che
permettono di modificare e migliorare prodotti industriali
in modo ecocompatibile ed economico

Azienda

Crossing è una Start up innovativa fondata dalla Dr.ssa V. Beghetto dell'Università Ca' Foscari di Venezia che dispone del know how per la produzione a basso costo di una nuova intera classe di “attivatori di cross–linking” o “ACL”.
Questi composti sono in grado di reticolare tra loro una molteplicità di materiali di origine naturale e⁄o sintetica senza lasciare traccia nel prodotto finito. In questo modo si possono ottenere prodotti e processi di produzione ad alta sostenibilità. Crossing sta sviluppando una molteplicità di tecniche d'impiego degli ACL per la produzione di:
  • cuoio atossico, metal free,
  • imballaggi, conservanti,
  • vernici antivegetative,
  • materiali per edilizia sanificanti senza effetti allergici,
  • cellulose e simili antibatteriche, antimuffa e altro con metodologie totalmente alternative a quelle oggi note e impiegate industrialmente.
Lo scopo primario è quello di ottenere un prodotto altamente efficiente che non rilasci prodotti tossici nell'ambiente o nei prodotti con cui viene a contatto.
Gli ACL possono portare alla reticolazione di una matrice “con se stessa” nei casi in cui i gruppi acidi, amminici o alcolici siano presenti contemporaneamente.
Per questo motivo gli ACL possono essere impiegati come concianti (reticolanti) della pelle senza lasciate traccia. In modo analogo la carbossimetilcellulosa (CMC) viene reticolata permettendo di ottenere una cellulosa biodegradabile che non si scioglie in acqua.
Alternativamente gli ACL permettono di agganciare, “grafare”, in modo irreversibile ad una struttura polimerica agenti antibatterici, antimuffa, conservanti, ecc. implementandone le caratteristiche.
In pratica partendo da composti di nota attività antibatterica, antimuffa, ecc. di origine sia sintetica che naturale (oli essenziali) e da un polimero (naturale o sintetico) avente funzionalità acide, amminiche o alcoliche (poliacrilati, poliesteri modificati, cellulose, polisaccaridi, ecc.), con '’ausilio degli ACL si ottiene un prodotto (imballaggio, vernice, gelcoat, aggrappante, tessuto, cellulosa, ecc.) che non rilascia il principio attivo nel tempo.
Gli ACL agiscono come catalizzatori e non vengono trattenuti all'interno del prodotto. Il trattamento può essere effettuato in fase di preparazione del materiale o successivamente.
Studi preliminari hanno dimostrato l'efficacia del trattamento nei confronti dell'escherichia Coli e Streptococcus Aureus, ulteriori ceppi batterici sono in fase di test.
Crossing dispone del know-how per la produzione a basso costo degli ACL e per il loro impiego anche su scala industriale.

ACL – Applicazioni

Tra le attività in svolgimento figura:
  • Agente tannico esente da cromo per la concia delle pelli.
  • Sviluppo di un cartone “attivo”, che preservi la qualità del latte o del vino senza uso di conservanti.
  • Borse della spesa non solo biodegradabili, ma anche resistenti e impermeabili.
  • Sviluppo di materie plastiche biodegradabili utilizzando materie prime derivanti dagli scarti di lavorazione dell'industria alimentare.
Stiamo lavorando per sviluppare molte altre applicazioni che non sono ancora nemmeno immaginabili e che sarà la ricerca a regalarci.

Concia della Pelle

Problema: L'industria conciaria richiede ingenti quantità d'acqua, energia e genera grandi quantità di rifiuti tossico-nocivi.
La produzione di cuoio è ritenuta, in base alla normativa europea 96/61 CE, un’attività per la quale la prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento devono essere raggiunte.
Per 1000 Kg di pelle trattata si producono 250 Kg di cuoio finito con uno scarto del 75%.
Per la concia delle pelli, solo in Italia, si consumano ca. 47 milioni di ton/anno di prodotti chimici.
Gli effluenti delle concerie, se non adeguatamente trattati, possono causare gravi danni per la salute dei cittadini, del suolo e delle acque.
La trasformazione della pelle grezza in cuoio è costituita da un insieme di operazioni che permettono di ottenere un prodotto finito imputrescibile avente determinate caratteristiche fisiche.
Il processo industriale per la lavorazione della pelle prevede varie fasi di trattamento che solitamente sono :

  • 1. Lavori di riviera: rinverdimento, calcinazione, depilazione, decalcinazione, parziale digestione enzimatica, scarnatura. Sono le prime operazioni, chimiche e meccaniche, a cui viene sottoposta la pelle grezza, necessarie per la preparazione alla concia.
  • 2. Concia: costituita da piclaggio e concia ossia l’insieme delle operazioni che permettono di ottenere una reticolazione stabile delle fibre di collagene del derma.
  • 3. Riconcia, tintura e ingrasso: trattamenti chimici che permettono di migliorare le caratteristiche estetiche e merceologiche della pelle.
  • 4. Rifinizione: gruppo di lavorazioni eseguite sulle pelli asciutte con lo scopo di proteggere la superficie e migliorare l'aspetto.

La fase più importante di tutto il processo è lo stadio della concia. Attualmente oltre l’85 % delle pelli lavorate al mondo sono conciate con sali di cromo (III), grazie al loro basso costo, facilità e versatilità d'impiego, disponibilità sul mercato, ecc.
Tuttavia, è ormai noto che il cromo contenuto nella pelle può dare origine a Cr(VI) altamente tossico e cancerogeno. Inoltre i bagni esausti contenenti cromo sono altamente tossici e danno origine a fanghi che non possono essere smaltiti: solo in Europa si producono ogni anno 400.000 ton di fanghi contenenti cromo.
Le principali alternative impiegate a livello industriale (tannini sintetici, naturali o aldeidi) impartiscono al cuoio conciato caratteristiche fisiche e meccaniche inferiori rispetto al Cromo, senza peraltro risolvere il problema della salute per il consumatore e l'ambiente poiché da queste pelli si può liberare formaldeide (cancerogena) e fenolo (citotossico).
La formaldeide è stata catalogata nel 2016 come cancerogena e non potrà più essere impiegata per la concia delle pelli. Questa restrizione porta ad una grossa limitazione anche all'impiego dei tannini sintetici spesso prodotti a partire da formaldeide che viene poi rilasciata nel tempo dal cuoio.
Trovare una valida alternativa ai metodi oggi impiegati industrialmente per la concia della pelle rimane perciò una questione aperta di grande attualità.
Crossing, ha recentemente messo a punto e brevettato un protocollo industriale che impiega come agenti concianti gli ACL un'innovativa classe di reticolanti, per permettono di rendere imputrescible la pelle senza lasciare traccia all'interno del cuoio e che perciò costituiscono un'alternativa totalmente rivoluzionaria non solo rispetto al cromo, ma anche alle aldeidi, tannini sintetici e naturali, ecc.
Fino ad oggi si riteneva che un agente conciante per poter essere definito tale dovesse reagire e rimanere permanentemente inglobato nella matrice collagenica (la pelle).
Gli ACL sono i primi concianti al mondo che stabilizzano la pelle senza lasciare traccia!
I risultati ottenuti con l'impiego degli ACL, dimostrano che questi reagenti permettono di aumentare la stabilità termica (Tg) e la resistenza all'attacco batterico della pelle, con Tg comprese tra 80 ºC a 105 ºC. La pelle ottenuta al termine dei vari trattamenti di riconcia, tintura, ingrasso, ecc. è di buona/ottima qualità per molteplici impieghi, con risultati paragonabili al cromo.


In particolare, gli ACL messi a punto possono essere modulati rispetto allo specifico impiego e quindi al prodotto finito desiderato (automotive, calzatura, arredamento, ecc.).
Inoltre, il protocollo messo a punto permette di abbattere drasticamente l'impatto ambientale dell'industria conciaria. Infatti, gli ACL non richiedono né pickel, né basifica, permettendo quindi di ridurre l'impiego di reagenti chimici, acqua, energia, ecc. necessari per il trattamento delle pelli.
Inoltre, la fase di concia viene condotta in 4-6 h, anche in pieno spessore, senza alterare in alcun modo il protocollo di concia e quindi aumentando significativamente la produttività d’impianto.
Da un punto di vista ambientale, poiché gli ACL non sono trattenuti all’interno della pelle, permettono di ottenere una pelle conciata totalmente atossica che peraltro non necessita di essere conservata come ”wet“ poiché può essere disidratata e reidratata senza alcun problema né di attacco batterico, né per la qualità del cuoio ottenuto successivamente. Sono inoltre totalmente aboliti i problemi legati allo smaltimento del fanghi, ritagli, ecc. contenenti cromo e ridotte significativamente le modalità di smaltimento o ”end of life“.
Gli scarti post concia possono essere impiegati per la produzione di gelatina Vedi ”USO dei MATERIALI di SCARTO“ . Stiamo lavorando per sviluppare molte altre applicazioni che non sono ancora nemmeno immaginabili e che sarà la ricerca a regalarci.

Imballaggi Attivi

Problema: Le novità destinate a rivoluzionare il settore alimentare nel prossimo futuro riguarderanno sempre di più il contenitore e non il contenuto. I nuovi imballaggi definiti attivi e intelligenti sono in grado di garantire meglio la tracciabilità dei cibi e di migliorarne la conservazione.
Stato dell’Arte: Attualmente questi imballaggi interagiscono modificando l'atmosfera permettendo di prolungare la scadenza, assorbire cattivi odori e di rilasciare sostanze per contrastare l’azione dei microrganismi.
Alcune confezioni assorbono l'ossigeno oppure indicano il livello di maturazione della frutta. Il risultato è un aumento della durata (shelf-life) e il miglioramento della conservazione.
Attualmente non esistono in commercio materiali attivi che siano costituiti da superfici auto conservanti in cui il composto antibatterico sia agganciato in modo irreversibile al contenitore.
Soluzione: I conservanti, additivi oggi impiegati nel settore alimentare possono essere agganciati all'imballaggio; quantità superiori possono essere impiegate poiché non vengono rilasciati, aumentando lo “shelf life”.
Un esempio può essere la produzione dei foglietti ultrassorbenti (in cellulosa o poliacrilammide) impiegati sul fondo di molti contenitori di polistirolo utilizzati per la carne e il pesce. L'operazione permette di ridurre drasticamente la crescita di batteri e di prolungare la conservazione. In modo analogo si possono ottenere contenitori per bevande, conserve, succhi di frutta, alimenti in confezioni monodose, verdure, ecc.
In particolare, Crossing ha messo a punto la procedura per la modificazione con ACL di carbossimetilcellulosa (CMC) con agenti antibatterici e antimuffa per la produzione di film impiegati per la conservazione degli alimenti.
La CMC è risultata estremamente attiva contro lo Stafilococco Aureus e l’Escherichia Coli.

Nella foto sopra è evidenziata la capacità antibatterica dei film prodotti per la conservazione del formaggio in assenza di refrigerazione per tempi fino a 15-20gg.

Tessuti Antimicrobici

Problema: Durante l'uso gli abiti possono entrare in contatto con microorganismi che proliferano all'interno dei tessuti. Per ovviare a questi inconvenienti si ricorre a sostanze antibatteriche in grado di limitare o annullare la presenza di microrganismi.
Dati della Comunità Economica Europea riportano che negli ospedali un paziente su dieci è afflitto da forme di infezioni dette ”nosocomiali“.
Il risultato è una degenza negli ospedali prolungata di circa 10 milioni di giorni all'anno solo in Europa. L'impiego di tessuti per uso ospedaliero, come i lenzuoli e le bende antibatteriche, si sono dimostrati efficaci per ridurre in maniera significativa le infezioni nosocomiali, migliorando la salute dei pazienti e risparmiando milioni di Euro.
Problematiche analoghe si presentano anche negli ambienti domestici, uffici, luoghi pubblici.
Stato dell’Arte: Attualmente la maggior parte dei tessuti antibatterici disponibili in commercio contengono ioni argento e/o triclosan (un composto aromatico clorurato simile al DDT, Vedi Figura) che vengono gradualmente rilasciati dai tessuti e si disperdono nell’ambiente e sulla pelle, andando incontro a diminuzione di efficacia e inquinamento dell’ambiente.
Il Triclosan, similmente ad altri fenoli clorurati, può accumularsi nei tessuti degli organismi viventi e nel latte materno (e quindi essere ingerito dai neonati); un suo accumulo può causare l’alterazione della funzionalità epatica e quella polmonare, indurre sterilità, alterazione immunitaria, ecc.
Soluzione: agganciare ”grafare“ in modo irreversibile ad una struttura polimerica agenti antibatterici mantenendo inalterata la loro funzionalità.
Test sono in corso in presenza di chitosano. Questo protocollo può essere impiegato per gli indumenti ma anche per i tappeti, moquette, fodere per arredamento, tessuti in fibra naturale o sintetica, ecc.

Vernici Antivegetative

Problema: le incrostazioni biologiche ”fouling“ che colpiscono la superficie degli oggetti rimasti sommersi in ambiente marino, come le carene delle barche, presenta diversi aspetti sia economici che ambientali.
Dal punto di vista economico il ”fouling“ comporta forti spese per la manutenzione necessaria per evitare la presenza delle incrostazioni marine sullo scafo.
È stato calcolato che i costi globali del fouling sono nell’ordine dei 6,5 miliardi di dollari USA annui.
Stato dell’Arte: L'uso di prodotti che impediscono la crescita del fouling rappresenta da sempre, anche se in modo variabile, un pericolo per l'ambiente.
I ”biocidi“ o antibatterici impiegati nella mescola delle vernici ”antifouling“ sono composti altamente tossici che nel tempo vengono rilasciati in maniera controllata. Inoltre, poiché il fouling è costituito da organismi diversi, batteri, alghe, denti di cane ecc.i biocidi contenuti nelle vernici antivegetative devono necessariamente avere un ampio spettro di azione e perciò essi costituiscono un pericolo per l'intero ecosistema acquatico.
Inoltre, i biocidi sono scarsamente biodegradabili e perciò rimangono nei sedimenti marini per lungo tempo creando un potenziale pericolo per l'ambiente acquatico.
Negli anni molti tra i biocidi più impiegati ed efficaci sono stati banditi, perciò la ricerca di nuove soluzioni per vernici antifouling è ad oggi di grande attualità.
Soluzione: Lo scopo primario è quello di ottenere un prodotto altamente efficiente che non rilasci prodotti tossici nell'ambiente agganciando permanentemente il biocida ad una struttura polimerica.
Il protocollo prevede l'impiego di agenti di reticolazione (ACL) che permettono di agganciare ”grafare“ in modo irreversibile ad una struttura polimerica agenti antibatterici di ampio spettro mantenendo inalterata la loro funzionalità.

Prodotti per l'Edilizia

Problema: La sanificazione degli ambienti è oggi una questione di grande attualità.
Dati della Comunità Economica Europea riportano che negli ospedali un paziente su dieci è afflitto da forme di infezioni dette ”nosocomiali“.
Il risultato è una degenza negli ospedali prolungata di circa 10 milioni di giorni all'anno solo in Europa.
Uno dei metodi che può essere impiegato è quello di utilizzare materiali per l'edilizia che siano attivi come antibatterici oltre che come antimuffa.
Stato dell’Arte: Oggi sono disponibili varie soluzioni che prevedono una coformulazione del prodotto finito con antibatterici che sono fisicamente inglobati e che perciò essi rilasciano nel tempo.
Anche in questo caso generalmente gli antibatterici impiegati sono a base di ioni Argento, Zinco, Rame e un reagente organico che però nel tempo viene rilasciato e perde parzialmente o totalmente la sua efficacia.
Soluzione: Una possibilità molto più duratura, efficace e sicura per ambiente è quella di agganciare in modo irreversibile ai vari materiali per l'edilizia un componente antibatterico, antimuffa, ecc.

Impiego dei Materiali di Scarto


In Costruzione



Tinture per Capelli


In Costruzione



Carta Resistente all'Umido


In Costruzione



La Squadra

La dirigenza della Crossing srl è composta dai suoi fondatori:

  • Presidente: Phd. Beghetto Valentina
Laureata in Chimica Industriale presso l'Università Cà Foscari di Venezia nell'anno 1994, dove ha conseguito il Dottorato di Ricercatrice (PHD) nel 1997.
Attualmente è Ricercatrice senior presso il dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi, e docente presso l'Università Cà Foscari di Venezia.
Si occupa della gestione dei rapporti tra ricerca e partnership.
Segue le fasi di sviluppo della ricerca di nuovi attivatori dalla fase di ricerca in laboratorio fino alla messa in produzione.

  • Responsabile Amministrazione e Finanza: Dott. Samiolo Riccardo
Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Cà Foscari di Venezia.
Esperto in Start Up, Turn Around; M&A, business process reengeneering, ERP implementation, “decision support system & business intelligence”.
Attualmente “Strategy & Special Project Manager” presso Came Cancelli Automatici spa, Treviso.
Si occupa della gestione dei rapporti tra Crossing e le aziende interessate per il mercato italiano ed estero svolgendo le ricerche di mercato e la definizione del modello di interazione tecnico–econimica e finanziaria con i clienti.

Per Informazioni dettagliate sulle conoscenze e l'esperienza dei componenti della società clicca sulle foto sotto:

Phd. Beghetto Valentina.   Dott. Samiolo Riccardo.  

Progetti


Gruppo di Lavoro Crossing


Crossing srl sta lavorando sul progetto: Sviluppo di Nuovi Reagenti Green per un Industria Conciaria Sostenibile con il finanziamento della Regione Veneto Bando POR-FESR 2014-2020 Azione 1.4.1b per il sostegno alla creazione e consolidamento di Start Up innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e alle iniziative di Spin Off della Ricerca sub Azione B- Consolidamento Start Regione Veneto ID 10004342

Gli obiettivi e lo scopo di questo lavoro sono elencati nel documento Crossing_Rollup2017_Porfesr.
Il progetto di consolidamento per i prossimi 12 mesi prevede:
  • strutturazione degli strumenti contrattuali per regolare l'industrializzazione e l'uso del prodotto
  • sviluppo "Know-how" per scale up della produzione di ACL
  • sviluppo del protocollo d'impiego nel settore conciario chimico.

Contatti

Crossing srl
P.za delle Istituzioni 27/h
31100 Treviso
tel. 041 2348928
EMail: beghetto@unive.it

La Stampa

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Crossing srl – C.F. e Part. IVA: 04693350268. Capitale sociale: € 10.000 interamente versato
Sede Operativa: Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi, Università Ca' Foscari di Venezia, Via Torino 155, 30172 Mestre (VE), Italia
Sede Legale: Piazza delle Istituzioni n. 27/H, 31100, Treviso, Italia
(E–Mail:beghetto@unive.it, riccardosamiolo@libero.it)
Ultima revisione sito – Agosto 2017